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Cento canzoni faranno la vita ma una soltanto risulta intonata! "

CENT'ANNI

Come è nata l'idea dei Duoh?

 

Giovanni:

Nella maniera più naturale possibile, sia io che Francesco siamo fans dei Pooh e il nostro fare musica porta loro come genitori artistici, siamo nati musicalmente dallo stesso Big Bang Musicale!

 

Il nome Duoh nasce proprio dal numero due che sposa me compositore con Francesco splendido inteprete e performer eccezionale. Essendo "figli artistici" dei Pooh abbiamo deciso di dividere equamente anche il nome che mantiene le lettere O e H e anche la simbologia del logo per la quale abbiamo richiesto un aiuto grafico a Massimo Canton che ha raccolto la sfida e ci ha consegnato esattamente quello che vediamo nel nostro logo, una genesi implicita e riconoscibile.

 

Tu Francesco fai parte di una delle tantissime coverband dei Pooh sparse in Italia, come mai la scelta di progetto di inediti?

 

Francesco:

Credo che la mia scelta faccia parte di una crescita personale e di una maturità che ho raggiunto nel tempo.

 

Oggi ho la consapevolezza di poter trasmettere anche qualcosa di nostro, di inedito con il linguaggio e la timbrica che abbiamo imparato dai Pooh in questi anni, che mi affascina e mi cattura.

 

Riuscire ad esprimere contenuti e vicende autobiografiche inedite attraverso la nostra musica ma utilizzando un linguaggio complesso come quello che hanno espresso i Pooh nella loro discografia è la forma più alta che abbiamo trovato per dire artisticamente grazie ai Pooh.

 

I brani sono tutti autobiografici?

 

Giovanni:

Si non riuscirei a scrivere qualcosa che non mi appartiene o che non mi abbia assorbito in prima persona.

 

Per comporre bisogna scomporsi e poi rimettere in ordine e in questo progetto dei Duoh cercare di arrangiare in chiave Pooh nasce proprio dalla consapevolezza musicale che gli stessi Pooh sono ben al di là delle loro canzoni.

 

I Pooh hanno sperimentato e coniato delle nuove forme musicali con la composizione, l'arrangiamento e una canzone inedita da questo, può trarne nutrimento, vita autonoma.

 

Nei miei brani attingo da questa linfa e a volte spingendomi anche in citazioni musicali esplicite e riconducibili al loro "mood" proprio per sottolinearne la nostra appartenenza, il carattere musicale ereditario.

 

E' un po quello che succede quando incontri un padre e una figlia che camminano insieme per strada e guardandoli e parlandoci, suppur essere due persone diverse, il dna è presente ed è li.. che vive in un altro corpo, in un altro contenuto.

 

La situazione delle formazioni di coverband in italia è in continuo aumento, alcuni critici musicali lo definiscono un fenomeno in fermeno, tu come lo vivi?

 

Francesco:

E' indubbio che negli ultimi vent'anni, il fenomeno si sia espanso anche in Italia e la chiave di lettura secondo me è duplice: da un lato le agenzie di spettacolo hanno la possibilità di proporre ad un prezzo decisamente ridotto (rispetto al costo dell'artista vero) uno spettacolo che possa catturare l'attenzione e la partecipazione e quindi garantire a chi organizza il successo dell'evento proprio perchè le coverband rappresenta peculiarmente un artista famoso e spesso le si ricercano proprio la perfezione nell'imitazione che passa dai vestiti, alle scenografie, alla riproposizione della scaletta originali, avere gli stessi strumenti, c'è anche chi utilizza le parrucche, chi utilizza le stesse parole, le stesse frasi da rivolgere al pubblico durante i concerti, atteggiarsi nelle movenze in tutto e per tutto all'artista di riferimento, ovviamente suono e voce giocano di primo impatto.

 

Alcune coverband pubblicizzano come plus il fatto che hanno gli strumenti orginali comprati dagli stessi Pooh, le stesse scenografie, tutte si innalzano ad essere ufficiali e considera che a questo delirio di professionalità gli stessi Pooh sono stati costretti a ridimensionare e deliniare delle linee guida che le coverband devono seguire per non sforare in possibili denunce.

 

Sembra strano ma la situazione delle coverband soprattutto dei Pooh è lontana anni luce da quello che le stesse avrebbero dovuto imparare in cinquantanni di storia!

 

Le coverband e i management vari hanno possibilità concreta di vendere spettacoli e quindi guadagnare e a volte mi chiedo la riconoscenza di certe coverband dove sia finita..

 

Giovanni non è amante delle coverband, le apprezza, le ascolta ma spesso utilizza una frase per definire la strategia e lo scopo di una coverband :" Giocare per due ore o tre a fare chi non sei e non sarai mai!". 

 

Come tutte le esaltazioni e gli eccessi ci sono coverband che purtroppo dimenticano ed azzerano la propria identità per entrare nella parte ed emulare il proprio artista di riferimento ed entra così tanto nella parte del personaggio che nulla di strano te lo ritrovi a firmare anche autografi con selfie annesso. 

 

Pura esaltazione che vale per le coverband dei Pooh ma anche per altre coverband tributo ad altri artisti.  

 

Tutto questo fa parte del pacchetto coverband, ovviamente ci sono le eccezioni ma in linea di massima l'esaltazione e l'autocelebrazione in questi concerti è tangibile, vera e concreta.

 

Altro fattore da considerare e non meno importante  è quello imputabile al fatto che per le agenzie di spettacolo o per il manager è più facile vendere un concerto di una coverband che esegue un repertorio consolidato storicamente e quindi conosciuto dal pubblico piuttosto che andare per le valli a proporre una band sconosciuta che esegue esclusivamente brani inediti e che quindi nessuno conosce, ed in qualche modo è già determinato che la partecipazione e il successo dell'evento sarà molto più basso e alcuni utilizzano la parola "rischioso" e poco partecipativo.

 

Io suono in una coverband dei Pooh da alcuni decenni e oggi con Giovanni, il progetto dei Duoh per me è come fosse complementare seppur concettualmente opposto. 

 

Il rischio di una band come la vostra potrebbe essere di andare in sovrapposizione con i Pooh oppure di essere visti e considerati come quelli che imitano, che non hanno nulla di nuovo musicalmente da esprimere?

 

Giovanni:

Si ma non è un rischio è una scelta e la sovrapposizione potrebbe anche starci, ma i Pooh e la loro storia dimentichi che sono storia della musica e i Duoh non sono nati per giocare a sovrapposizioni o comparazioni che non hanno motivo di esistere. Il linguaggio musicale che i Pooh hanno creato non esisteva in Italia e quel linguaggio oggi è suonato da moltissimi artisti.

 

A volte capita di ascoltare l'esibizione di un artista sconosciuto e immediatamente esprimere la frase: "la sua voce e il modo di cantare mi ricorda..." e immidiatamente si cerca un rimando, un filo conduttore che può essere più o meno corretto, ma si fa.

 

Nel caso dei Duoh è una scelta che di subdolo o di celato non ha nulla, la nostra musica prende il carattere, il timbro musicale e lo stile che rimanda immediatamente ai nostri genitori artistici, proprio per appartenenza e riconoscenza e focalizzata in questo progetto.

 

Sono  un musicista che ha sempre preferisce comporre più che riprodurre, sinceramente non so darmi una spiegazione e ti dico la verità non credo sia interessante il motivo di questa mia attitudine, credo sia interessante in questo strampalato secolo nel quale mi è stato concesso vivere poter ringraziare chi ha scatenato il big bang musicale e ringraziare i Pooh con la stessa moneta di scambio, la mia musica, i miei testi figli naturali dell'amore verso quello che questi musicisti hanno saputo creare, costruire, donare!

 

Ma tu pensa?

L'idea di suonare e riprodurre per tutta la mia esistenza terrena e i miei anni migliori in una coverband che riproduca la musica identica a quella di un disco?

 

A vestirmi e cercare di suonare come Dodi Battaglia o gli altri componenti della band?

 

No, non mi appartiene i Pooh sono perfetti come sono e ogni "ripresa" o tentativo di emulazione la vedo come una distorsione e in certi casi come una caricatura al limite della decenza. Spesso chi sta giocando a fare il Pooh sul palco, nel suo quotidiano fa altro lontano dalla musica e non riesco ad essere leggero e la mia attenzione si distoglie immediatamente suppur comprendo la benevolenza e i principi di una coverband.

 

Sono strade ed equilibri che conosco in prima persona, ricordo che dopo il 2000 per fare cassa, misi in piedi una coverband di Gianni Morandi, proprio per riuscire a fare date durante l'estate, strappare qualche applauso, portare a casa qualche euro.

 

La mia esperienza musicale in quel progetto non mi ha lasciato niente, solo la consapevolezza che le coverband servono per riempire le piazze, divertirsi con i colleghi musicisti, avere la certezza che ti comprano la data e dimenticarti quello che sei e ritornare a casa in auto alle quattro del mattino e pensare:" Stasera ho perso un'altra occasione per far ascoltare la mia musica, ma io dove sto andando?"

C'è anche da ammettere che non sono mai stato un grandissimo fan di Gianni Morandi, le piazze erano piene, la gente cantava, si divertiva, partecipava e abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma la mia musica era letteralmente azzerata, la mia individualità artistica spenta dalle grida e cori festanti di brani che non mi appartenevano e non mi appartengono e il vero successo è riuscire a fare quello che ti piace fare e l'aspetto coverband con la mia creatività non sono mai state coincidenti.

 

Mi appartiene il potere esprimere me stesso con un linguaggio musicale, che i Pooh nel caso specifico hanno creato e nel quale intravedo una possibilità di vita e di esistenza di alcune mie canzoni o musiche.

 

I brani che ci saranno nell'album li ho scritti poco più che ventenne, quasi trentanni fa, è un tuffo nel passato, sono parole non dette, frasi sussurrate, musiche inedite.

 

La musica si prende e si da è uno scambio è un dono. 

L'emulazione musicale fine a se stessa è solo business, è giocare ad essere qualcuno che non sei e non sarai mai, a quel punto allora meglio essere coerenti con se stessi e affidarsi alla musica con coraggio e creatività senza per questo dimenticare le proprie origini, il proprio essere.

 

Nell'album c'è un brano che si intitola:" Cent'anni" dove si parla del futuro, di come potrebbe essere. Quanto è importante per te il futuro?

 

Francesco:

Il futuro è già adesso, la proiezione del futuro inteso fra dieci, trent'anni.. oggi la vedo esattamente come la dipinge Giovanni.

 

Nel testo del brano mi emoziono quando Giovanni scrive: "Cento canzoni faranno la vita ma una soltanto risulta intonata.." credo che il nostro passato, il presente facciano parte integrante di quello che sarà anche il nostro lontano futuro..che arriva a piccoli passi...ma ci sarà qualcosa e qualcuno che non dimenticheremo mai e che sarà eternamente giovane e intonato come una canzone.

 

Che reazione hanno gli ascoltatori alla vostra musica:

 

Giovanni:

Sono contenti, sorridono, altri invece non ascoltano..nella vita non si può avere la presunzione e nemmeno la certezza di poter o dover piacere a tutti e la musica rappresenta la nostra personalità che può essere per qualcuno interessante, per altri indifferente e per altri ancora eccezionale, l'importante è la coerenza di base con se stessi, tutto il resto arriva dopo. 

 

Dodi Battaglia ci ha ringraziato personalmente per questo progetto e per noi è importante proprio perchè il nostro progetto è una dedica sincera e autentica dettata non solo dalla stima, ma anche da un affetto profondo ed eterno.

 

 

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